Travaglio spontaneo e travaglio indotto: quali sono le differenze?

L’induzione medica del travaglio di parto spaventa molto, girano racconti di quanto sia terrificante il travaglio indotto e più doloroso di quello spontaneo.
L’induzione quando è possibile è sempre preferibile evitarla, qualsiasi manipolazione e deviazione dalla naturalità sia che sia un accelerazione o una manovra che si inserisce in un travaglio spontaneo va ad alterare gli equilibri della natura e non è mai la scelta preferibile.
Qualora si decidesse per un’induzione medica c’è sempre un motivo, che sia la gravidanza protratta o qualche patologia per cui è preferibile che il feto nasca prima.

Detto questo, quali sono le reali differenze tra un travaglio spontaneo e uno indotto?
Lo spiego nel video che trovi sul mio canale Youtube.

In un travaglio insorto spontaneamente il corpo è preparato, è pronto, a quello che lo aspetta e mette in atto dei meccanismi per proteggersi dal dolore. Questi rendono il travaglio e il dolore delle contrazioni sopportabili e permettono alla donna di avere la forza di partorire.
In un travaglio indotto invece il corpo non è pronto alle contrazioni, non è preparato per mettere in atto le protezioni di cui dispone. Inoltre fin da subito con un travaglio indotto si hanno contrazioni forti e dolorose, ma il travaglio ha la stessa durata di quello spontaneo.
Ecco perchè molte donne descrivono il parto indotto come più faticoso e doloroso, perchè per le stesse ore si hanno contrazioni molto dolorose, quelle che in un travaglio spontaneo arrivano dopo contrazioni più leggere e distanti nel tempo. In questo caso le contrazioni molto dolorose arrivano soltanto a travaglio attivo avanzato, e quindi si dovranno sopportare per un tempo minore.

Ecco le principali differenze. Inoltre c’è da ricordare che un travaglio indotto è comunque un’azione medica e per questo comporta dei rischi. Bisogna valutare come il feto reagisce a queste contrazioni che iniziano subito forti, anche per lui costituiscono uno stress e una fatica, ecco perchè durante il travaglio, qualora fosse indotto, si mantiene fisso il monitoraggio per controllare il battito cardiaco fetale e che l’utero abbia dei momenti di riposo e non ci sia una situazione di eccessiva contrazione, chiamata ipertono uterino.

Travaglio spontaneo o travaglio indotto: quali sono le differenze?

In generale quindi è sempre auspicabile che il travaglio insorga spontaneamente, a meno che non ci siano patologie o condizioni antecedenti per cui si rende necessario far nascere quel bambino.
E’ molto importante anche come tu ti approcci all’induzione. Quanto più il tuo stato d’animo è negativo quanto più sarà difficile sopportare il travaglio e permettere al tuo bambino di nascere. Vivere una gravidanza serena, senza stress, aiuta molto a creare pensieri positivi e accettare l’andamento delle cose, comunque vada.

Ecco perchè è molto importante avere le giuste informazioni e consapevolezza che ti permettono di essere serena, la cosa importante è che il tuo bambino e tu stiate bene.

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Travaglio spontaneo e travaglio indotto: quali sono le differenze?
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