Storie di Latte: non siamo numeri

SAM2020

Oggi, 1 Ottobre 2020, inizia la SAM, la Settimana dedicata all’allattamento al seno.
Si sente sempre parlare della magia e della naturalezza dell’allattamento, di quanto sia meraviglioso ma non sempre è così per tutte le mamme e spesso le difficoltà maggiori si hanno proprio nella fase di avvio dell’allattamento al seno.
Questa è una cosa che vedo tutti i giorni nella mia esperienza lavorativa e ho pensato di condividere consigli e riflessioni proprio partendo dalle “Storie di Latte” di mamme come te che hanno vissuto la loro esperienza di allattamento e hanno deciso di condividerla.
Ringrazio tutte le mamme che hanno voluto prendere parte all’iniziativa Storie di Latte e raccontare il loro allattamento e l’avvio dell’allattamento, la fase più delicata e complessa.

Dal 1 al 7 Ottobre condividerò una “Storia di latte” al giorno da cui partirò per esporre le mie riflessioni e consigli come ostetrica.
Voglio dare voce alle mamme per le mamme, le protagoniste di questo percorso.

Ti lascio alla lettura della prima “Storia di Latte” e infondo troverai i miei consigli e riflessioni.

Ho partorito il 15 luglio una bellissima bambina di nome Emma. 3,555 kg per 52 cm.
Un bel peso, una bella lunghezza! Da subito, appena l’ho attaccata, ho notato che faceva difficoltá ad attaccarsi e non apriva bene la bocca per prendere bene il capezzolo ma “ciuccettava”.
Ho passato i giorni in ospedale a farmi aiutare dalle ostetriche e dal nido per far sì che si attaccasse bene. Ho provato tutte le posizioni d’allattamento possibili ma come risultato mi sono uscite delle super ragadi, che male!
Ho pianto tanto, sia per il dolore, probabilmente anche dagli ormoni e perchè vedevo la mia vicina di letto che già aveva latte e che riusciva a nutrire la sua bimba in tutta tranquillità.

Ogni volta che mi  portavano il biberon col latte per farla mangiare mi sentivo triste ed inutile perchè avrei voluto che mangiasse da me.
Quando mi hanno dimesso avevo appena avuto la montata lattea ma lo stesso mi dicono di darle anche l’aggiunta finchè il mio latte non prende bene il via. Ecco che torno a casa con mille dubbi e paure.

Riusciró ad allattare? Basta il mio latte oppure devo dare l’aggiunta? Quanto avrà mangiato?

L’attaccavo ogni ora a richiesta ma Emma piangeva di continuo e non sembrava mai essere sazia.
La pesavo prima e dopo il pasto per regolarmi sull’aggiunta da darle.
Era diventata una questione di numeri.
Prende questo da me, devo aggiungere ancora quello, oggi aumento di 10..ecc

Dopo qualche giorno, al controllo peso, Emma aveva recuperato tutto il peso perso dopo la nascita e la pediatra mi ha tranquillamente detto che l’aggiunta potevo del tutto eliminarla.
Testarda come sono, torno a casa e cosi faccio. Voglio a tutti i costi allattarla esclusivamente io!
Ho iniziato a non darle più latte in aggiunta, si attaccava spessissimo, anche ogni mezz’ora! Ero stanchissima, ma ho tenuto duro!

Emma piangeva sempre e si attaccava spesso e tutti mi dicevano che il mio latte non bastava, di saltare un pasto dal mio per darle l’artificiale, in modo che mi si “ricaricassero” i seni!
Non ho voluto ascoltare nessuno, era una sconfitta per me tornare a darle il biberon e così ho continuato a darle il seno quando me lo chiedeva.

Ora mi sento di dire, a distanza di due mesi e mezzo, che se vuoi ce la fai!
Quindi care mamme..non ascoltate chi vi dice che il latte non basta!
Stringete i denti che il dolore al seno col tempo passa! Non abbattetevi se sembra che i vostri bimbi non mangino abbastanza, attaccateli a richiesta, ogni pasto è diverso.
A volte ci mettono di più e altre volte invece mangiano velocemente.
Non fissatevi, come facevo io all’inizio, sul peso della bilancia..sono solo numeri!
Se i vostri bimbi sono sereni vuol dire che stanno bene.
Non fate MAI paragoni di crescita con altre mamme, serve solo a mettervi dubbi.
Ogni bimbo è a se quindi non crescono tutti alla stessa velocitá!
Se avete la possibilitá, fatelo! Allattare è bellissimo!!!

Come ci racconta questa mamma non è facile l’avvio, ci sono sentimenti contrastanti come ad esempio il senso di inadeguatezza (la vicina di letto sì e io no, non sono in grado), i consigli e pareri che invece che aiutare complicano ancora di più le cose. Spesso uno dice A e un altro dice B: dove sta la verità?!
Non sentirti mai inadeguata, non paragonarti ad altri che sembra riescano meglio di te e magari si sentono inadeguate e in difficoltà come te, magari per altre cose. 
Spesso i consigli sono assolutamente non fondati come in questo caso lasciare tempo ai seni di ricaricarsi, come se i seni andassero a pile e la produzione di latte non fosse continua, come effettivamente è, basandosi sulla domanda e l’offerta (come spiego in questo video).

Uno degli errori più comuni, anche tra i professionisti, è proprio ridurre l’allattamento a numeri, doppie pesate (che non si consigliano più circa dagli anni ’90!), performance da portare a termine e n0n valutare globalmente il benessere di mamma e bambino, essere sempre subito pronti a puntare il dito “Non hai abbastanza latte!”, con il risultato che anche chi ha latte si convince di non averlo perchè dal tiralatte non esce nulla… o ancora si somministra l’aggiunta (anche in piena montata!) senza prima capire la causa di quella scarsa produzione di latte, non si prova a capire la causa per risolverla e provare a far aumentare la produzione.
L’aggiunta dovrebbe essere l’ultima spiaggia non la prima e poi vediamo se si può fare qualcosa… mentre nel frattempo si fa sentire la mamma inadeguata e incapace di nutrire la sua bambina o il suo bambino.
Le parole e i giudizi hanno un peso, e nel post parto pesano come macigni!

Abbiate sempre fiducia in voi, nel vostro corpo, nei vostri bambini!