Quando è necessario un parto con taglio cesareo? Come si svolge il post-partum?

Ultimamente si sta cercando di diminuire il numero dei tagli cesarei, che ormai in Italia è davvero alto, soprattutto in alcuni ospedali e soprattutto nel Sud Italia. Questo perchè a volte il taglio cesareo viene fatto senza una reale indicazione, viene visto come un modo per partorire facile e veloce, e non prendendo in considerazione i rischi di questa operazione.

Il taglio cesareo, infatti, è una vera e propria operazione chirurgica, negli ultimi anni i ginecologi sono molto specializzati per cui i rischi di un taglio cesareo sono ridotti al minimo ed è un intervento assolutamente sicuro per mamma e neonato, ma deve comunque essere un’operazione riservata a pochi casi o come misura salva vita, quando non c’è altra possibilità per quel bambino di nascere.

In questo articolo voglio parlarti di quando è davvero necessario (e per fortuna che esiste!), del perchè un parto cesareo non è una nascita priva di dolore per la mamma.
Molte delle informazioni che troverai in questo articolo sono tratte dalle Linee Guida sul Taglio Cesareo del Ministero della Salute.

Come si svolge un taglio cesareo?

Quando è necessario un parto con taglio cesareo?

Sento tante future mamme che vorrebbero un taglio cesareo programmato come nascita per il loro bambino, perchè lo vedono come un modo facile e veloce. Il numero sempre maggiore di tagli cesarei effettuati potrebbe effettivamente far passare questo messaggio. Ma non è corretto, non è proprio così semplice. Un parto con taglio cesareo, come ogni operazione chirurgica ha dei benefici ma anche dei rischi e va riservata solo a quei casi davvero necessari.
Vediamo insieme quando è davvero necessario un parto con taglio cesareo.

  • In caso di feto con presentazione podalica. In questo caso il parto per via vaginale è possibile ma più rischioso di un taglio cesareo, per cui per il benessere del bambino si procede con un taglio cesareo programmato intorno alla 38-39 esima settimana di gravidanza, prima che si instauri un travaglio di parto.
    In caso di presentazione podalica, però, ci sono delle tecniche che si possono provare e sono indolori e senza rischi, che spesso funzionano per far rivolgere il feto in presentazione cefalica.
    Ad esempio la Moxa. La moxa si pratica dalla 33 esima settimana di gravidanza e prevede l’utilizzo di un apposito sigaro che viene avvicinato all’angolo del dito mignolo del piede materno e induce il bambino a girarsi. E’ una pratica che se fatta con continuità ha buoni esiti. Lo farai qualche volta con l’ostetrica e poi dovrai continuare a casa da sola.
    La presentazione podalica in ogni caso non ha rischi per il feto, diciamo che vuole semplicemente stare comodo seduto e non a testa in giù.
  • Gravidanza gemellare. In questo caso il parto vaginale è possibile quando la gravidanza è bicoriale e biamniotica, significa che i gemelli hanno due sacchi amniotici e due placenta, una ciascuno, e sono entrambi cefalici. In questo caso il parto può avvenire spontaneamente.
    Qualora invece i feti fossero in presentazione podalica oppure la gravidanza è monocoriale si programma un taglio cesareo, meglio se dopo le 37 settimane.
  •  Placenta previa centrale o marginale. In questo caso la placenta si è attaccata nella parte bassa della parete uterina, quindi molto vicino al collo dell’utero. Questa diagnosi si fa dopo la 20 esima settimana di gravidanza (prima la placenta può risalire) . Potresti già avere perdite di sangue alla fine della gravidanza proprio perchè quando ci sono delle piccole contrazioni la placenta attaccata all’orifizio del collo dell’utero si stacca in quella parte e può sanguinare.
    Durante il travaglio è il collo dell’utero che si dilata e appiana, per cui se la placenta è molto vicina ad esso o addirittura lo ricopre (placenta previa centrale) ci sono rischi per il feto e per la mamma per cui in caso di placenta previa si programma un taglio cesareo elettivo, ovvero programmato.
  • Alterazione del battito cardiaco fetale (BCF). Durante il travaglio o anche, più raramente, fuori dal travaglio, ci possono essere dei casi in cui c’è sofferenza del feto e quindi si rileva con la cardiotocografia ( un esame con cui si valuta attraverso una sonda il tracciato cardiaco fetale) un battito fetale anomalo. In questo caso si prova a valutare se è una sofferenza passeggera, idratando ad esempio la mamma con delle flebo, oppure facendole cambiare posizione, ma qualora la sofferenza fetale dovesse continuare si dovrà procedere con un taglio cesareo per il benessere fetale. Durante il travaglio questo può succedere perchè in alcuni casi il feto non risponde bene alle forti contrazioni uterine, questo di solito succede soprattutto nei parti prematuri, oppure quando ci sono già gravidanze a rischio o ancora in caso di induzione del travaglio, qualora inizino subito ed improvvisamente contrazioni forti e molto ravvicinate, perchè il corpo materno ha risposto molto alla stimolazione farmacologica.
  • Taglio cesareo in travaglio. Molte mamme sono preoccupate all’idea di fare un lungo travaglio e poi finire con un taglio cesareo. Questo è difficilmente prevedibile prima, ma in ogni caso vorrei dirti che al tuo bambino farà comunque bene fare il travaglio di parto. Si accorgerà che sta nascendo e sarà più facile l’adattamento poi alla vita.
    Durante il travaglio ci sono tanti fattori che si mettono in moto: ad esempio la posizione della testa fetale, la paura e lo stato d’animo materno, l’ansia materna, il numero e la forza delle contrazioni, l’avanzamento della dilatazione del collo dell’utero…
    Durante il travaglio di parto noi ostetriche utilizziamo uno schema, un grafico, che si chiama Partogramma. Attraverso questo strumento noi possiamo monitorare il travaglio mettendo in relazione la discesa della testa fetale e l’aumento della dilatazione del collo dell’utero. 
    Così possiamo renderci conto quando il travaglio sta andando bene e quando invece c’è un blocco, un arresto della progressione o della dilatazione.
    In questi casi sarà valutato insieme al medico come procedere, prima di effettuare un taglio cesareo ci sono tante cose che possiamo fare per sbloccare il travaglio. Ma può succedere che per quanto la donna sia collaborante a volte quel travaglio non va proprio avanti e si decide per un taglio cesareo, in accordo con la mamma e la coppia.
  • Ci sono altri casi in cui viene considerato un taglio cesareo, più particolari. Come ad esempio in caso di diabete gestazionale e feto con peso stimato superiore a 4500g, infezioni in atto (ad esempio Herpes genitale, HIV, Epatite, ecc.)
  • Capitolo a parte sono le emergenze ostetriche in cui il taglio cesareo è veramente necessario per salvare la vita di mamma e neonato.

Il parto cesareo quindi è un parto a tutti gli effetti, la mamma non è meno mamma perchè ha dovuto fare un parto cesareo!
Ma non dev’essere considerata una scelta alternativa al parto naturale. Perchè il taglio cesareo non è privo di dolore.
Considerate che durante il travaglio i dolori sono davvero forti, ma il travaglio lo fai con il tuo bambino, hai il corpo che ti sostiene e ti dà gli strumenti necessari per affrontarlo. Dura tante ore, ma poi con la nascita del tuo piccolo finisce tutto, puoi tornare in camera con le tue gambe e occuparti del tuo bambino. Con calma, non strapazzandoti ma puoi subito fare gran parte delle cose che facevi prima.

Un taglio cesareo programmato invece prevede un’anestesia, di solito spinale per cui rimani sveglia durante l’operazione per poter vedere il tuo bambino, e i dolori sono successivi. Ti verrà messo un catetere vescicale perchè dopo il taglio cesareo dovrai rimanere a letto (per un numero variabile di ore, dipende da ospedale ad ospedale, di solito sono un massimo di 24h), poi ti alzerai e ti verrà tolto il catetere ma la ripresa sarà molto lenta e dolorosa. Dovrai prendere antidolorifici e avere un aiuto sempre presente per darti una mano con il neonato.

Quindi credo che il taglio cesareo sia necessario a volte, non bisogna averne paura perchè ormai le tecniche sono molto avanzate, ma come un qualsiasi parto non è privo di dolore, è solo un dolore differente e che dura più a lungo nel tempo. Dev’essere fatto solo se veramente necessario e sarà il medico a dirti quando è questo il tuo caso.

E dopo il taglio cesareo?

Nel prossimo articolo ti parlerò di come affrontare una gravidanza dopo un taglio cesareo, dopo quanti mesi puoi avere un'altra gravidanza con serenità, parleremo di VBAC, quindi della possibilità di partorire per via vaginale dopo un taglio cesareo. E quanto sia importante vivere bene il tuo parto, che sia esso un parto cesareo o spontaneo.

Quando è necessario un parto con taglio cesareo? Come si svolge il post-partum?
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