Ovaio Policistico e Fertilità

ovaio policistico

Si sente tanto parlare di ovaio policistico, è piuttosto diffuso e talvolta si definisce ovaio policistico anche un ovaio che in realtà non lo è o casi in cui non ci sono tutte le condizione tipiche dell’ovaio policistico.

Partiamo dal problema principale per cui spesso una donna si sente dare la diagnosi di ovaio policistico, di cui magari prima non ne era neanche a conoscenza, ovvero l’infertilità.

Molte donne entrano in contatto con questa definizione proprio perchè dopo mesi di tentativi non riescono a rimanere incinta.

MA L’OVAIO POLICISTICO DA’ SEMPRE INFERTILITA’?

No l’ovaio policistico non dà sempre infertilità o sterilità, può dare in alcuni casi ipofertilità ma semplicemente perchè un ovaio policistico non sempre e regolarmente riesce ad ovulare e ovviamente non essendoci l’ovulazione di conseguenza non c’è possibilità di una fecondazione e quindi un concepimento.

E’ sempre molto importante conoscere i meccanismi del nostro corpo, come funzionano i cicli mestruali e ovarici e come avviene il concepimento proprio perchè conoscendo la fisiologia capiamo ancora meglio come mai una donna che ha l’ovaio policistico può incontrare qualche difficoltà a concepire.

Vediamo COS’E’ IN BREVE L’OVAIO POLICISTICO e poi in pratica COSA SI PUO’ FARE PER AIUTARE IL CONCEPIMENTO.

Si definisce ovaio policistico una condizione in cui c’è iperandrogesinsmo (quindi un livello aumentato di ormoni maschili), oligo/anovulazione cronica (quindi assenza o ridotta ovulazione nel tempo, non soltanto un mese), alterazioni morfologiche dell’ovaio (nell’ovaio appaiono visibili ecograficamente delle cisti al suo interno).

Una donna con ovaio policistico avrà cicli mestruali molto irregolari, amenorrea quindi assenza del ciclo mestruale, assenza di ovulazione anche se presente il ciclo mestuale (vedere la mestruazione non ci dà la certezza che ci sia stata ovulazione), in alcuni casi ma soltanto alcuni può dare infertilità.
Non è una patologia tanto e non solo ginecologica quanto proprio una patologia endocrina e metabolica che riguarda circa il 5-10% delle donne.

Non si conosce la causa di questa condizione patologica, sembra essere in parte ereditaria, ma non ci sono sufficienti informazioni su questo.

Essendo una patologia non è mia competenza di ostetrica entrare nei dettagli delle implicazioni dell’ovaio policistico, quello che faccio io è aiutarti nel tuo percorso a riconoscere segni di ovulazione, a utilizzare la temperatura basale per capire se stai ovulando e accompagnarti nella fertilità.

temperatura basale

Abbiamo detto che il motivo per cui una donna con ovaio policistico può incontrare qualche difficoltà ad avere una gravidanza è perchè non sempre e non tutti i mesi ovulerà e spesso ovula in maniera irregolare.
Un ovaio policistico può tentare più volte durante il ciclo di ovulare ma non sempre riesce e quindi la prima cosa importante da valutare è se c’è l’ovulazione.
E’ fondamentale essere a conoscenza del fatto che ci sia l’ovulazione o che l’ovaio non riesca ad ovulare, perchè se c’è l’ovulazione ovviamente ci sarà la possibilità di un concepimento, che invece non c’è se l’ovaio non riesce ad ovulare.

Per capire se si ovula o no è fondamentale imparare a conoscersi, a conoscere il proprio corpo, imparare a monitorare correttamente la temperatura basale e valutare il muco presente in vagina.

L’ovulazione è sicuramente il parametro di base che ci aiuta a capire come funzionano le tue ovaie, insieme a questo si può valutare anche un controllo ormonale qualora la gravidanza tardi molto ad arrivare.
Infatti in caso di ovaio policistico, come abbiamo visto, ci potrebbe essere anche un’alterazione dell’assetto ormonale e metabolico.

COSA PUO’ AIUTARE LA RICERCA DELLA GRAVIDANZA IN CASO DI OVAIO POLICISTICO?

Sicuramente essere seguiti da un professionista che si occupi di diagnosticare correttamente l’ovaio policistico e valutare la presenza dell’ovulazione ed eventuali problemi endocrini e metabolici nonchè problemi legati al metabolismo degli zucchero e dell’insulina che talvolta possono essere correlati all’ovaio policistico.
Poi potrebbe essere utile fare un percorso di sostegno alla ricerca della gravidanza, per viverla in maniera serena e utilizzarla come modo per conoscersi a fondo e conoscere il proprio corpo.

Sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo molto importante e può aiutare l’ovulazione e il benessere globale (leggi l‘articolo su alimentazione e ovaio policistico).

Ci sono numerosi studi che consigliano anche l’assunzione di inositolo, l’inositolo è stato dimostrato essere un integratore che sostiene l’ovulazione e può essere utile in caso di ovaio policistico.

Il mio consiglio è quello di farti aiutare e seguire da professionisti, non c’è una cura per l’ovaio policistico ma è stato dimostrato esserci miglioramento con un sostegno su diversi fronti.

Ci vuole un professionista che dia una diagnosi corretta di ovaio policistico e un team con diversi professionisti che possano seguirti al meglio.
Avere l’ovaio policistico non vuol dire che tu sia sterile o che non avrai mai una gravidanza, vuol dire che ci può volere più tempo e il sostegno di diversi professionisti ma non dimenticare che puoi anche utilizzare questo tempo positivamente per conoscerti meglio, prenderti cura di te stessa e della tua coppia, oltre a fare i controlli che deciderai di fare e riferirti ai professionisti che possano aiutarti.

fertilità naturale

 

Bibliografia:

Moghetti P., Bonin C., La sindrome dell’ovaio policistico, in Biochimica Clinica, 2017, vol. 41, n. 1

Teede HJ, Misso ML, Costello MF, Dokras A, Laven J, Moran L, Piltonen T, Norman RJ; International PCOS Network, Recommendations from the international evidence-based guideline for the assessment and management of polycystic ovary syndrome, in Fertil Steril, 2018 Aug; 110(3): 364-379.

Teede H., Misso ML., Costello MF., Dokras A., Laven J., Moran L., Piltonen T., Norman RJ., International PCOS Network, 2018, International evidence-based guideline for the assessment and management of polycystic ovary syndrome, Monash University on behalf of the NHMRC, Centre for Research Excellence in PCOS and the Australian PCOS Alliance