Luna Piena – Quando il parto non va come desideri | Come guarire dopo un parto traumatico

Oggi voglio parlare di un tema complesso partendo dalla storia di una mamma e del suo parto che non è andato come desiderava.

Nell’immaginario comune della mamma perfetta e “brava”, questa è colei che ha una gravidanza dove fila tutto liscio senza intoppi o problemi, ha un parto assolutamente naturale dove le contrazioni iniziano da sole e riesce a partorire benissimo senza problemi, un post parto dove l’avvio dell’allattamento al seno è immediato e facile.

Torniamo sul pianeta terra e ripetiamo insieme “La perfezione non esiste!”.

Nei miei corsi con le mamme e le coppie in preparazione al parto spesso arriviamo a questo punto, alla domanda “E se non dovesse andare come spero? Se tutto quello che ho fatto per prepararmi sia vano perché avrò un parto terribile?”.

Ci educano ad essere bravi bambini, sei un bravo bambino se rispetti le regole, prendi bei voti, gli insegnanti sono contenti di te e dicono che sei bravo.

Bravo…ancora questa parola, ma cosa significa bravo?

Sei forse meno brava perché non prendi bei voti a scuola? E’ davvero solo il risultato finale quello che conta?
Ovviamente no, è il percorso quello che ci fa crescere ed evolvere.

Questo schema purtroppo lo applichiamo anche alla maternità, e le mamme che non hanno potuto vivere un parto o un allattamento da manuale si sentono inferiori o inadeguate.

Ti svelo un segreto: non esiste un parto perfetto, non puoi programmare come andrà e decidere passo passo cosa succederà, non è nelle tue facoltà!

Quello che puoi fare è informarti, conoscere, sapere, questo ti guiderà in un meraviglioso percorso di crescita, perché come dico sempre la gravidanza e la maternità non sono altro che un viaggio di crescita personale accelerato.

Se hai strumenti per lavorare su questa crescita potrai sentirti più forte e non allo sbaraglio, ma questo non influenzerà come andrà il parto o il post parto e questo non farà di te meno mamma o una mamma meno brava!

Il parto è un rito di passaggio, comunque esso avvenga, è un evento trasformativo e non importa come andrà o come sarà perché dipende da tantissimi fattori, quello che importa è come tu vivrai questa trasformazione, questo cambiamento.

All’interno dell’evento parto ci sono due componenti e passaggi importanti: la vita e la morte.

C’è la morte della te donna precedente e la nascita di una nuova donna e di una mamma.

Questo è il fulcro del parto, non se partorirai come avevi previsto oppure no.

E come dopo ogni morte c’è sicuramente una fase di elaborazione del lutto, di quella donna che sei stata.
Infatti la fase del post parto è una fase di rielaborazione, dove si è attraversati da un flusso di acque che sana e ripulisce. Acqua inteso come fluidi che sia il latte o le lacrime, che attraversano il tuo corpo.

Non bloccare nulla, lascia fluire.

 

Dopo questa premessa leggo molto volentieri la storia di questa mamma che mi ha scritto e poi successivamente voglio consigliarti la lettura di un libro che secondo me tutte le mamme dopo un parto difficile, che non è andato come desideravano e si aspettavano, devono leggere.

 

“A Novembre è nata la mia bambina, la cosa più bella del mondo dopo averla cercata e desiderata a lungo.
Appunto perché era stata tanto cercata e desiderata, mi ero creata aspettative sia per quanto riguarda la gravidanza ( aspettative tutte soddisfatte), sia per quanto riguarda il parto e post parto.
Avrei desiderato un parto naturale, avrei voluto ascoltare il mio corpo e avrei voluto sopportare quel dolore segno di una nuova vita che stava per uscire dal mio corpo.
Avrei voluto ascoltare la mia bambina e assecondare il suo senso di fame, di sete, di coccola, con il mio seno.
Invece tutto è stato stravolto, cesareo d’urgenza per improvvisa posizione podalica, niente pelle a pelle, niente primo contatto mamma figlia, allattamento avviato malissimo a causa dei miei fortissimi dolori causati da una sorta di paralisi intestinale.
Povera piccola, non ho nemmeno potuto badare a lei nei suoi primi giorni di vita e ho dovuto iniziare con il latte artificiale.
Ora siamo a casa ma lei è agitata, piange sempre, un pianto inconsolabile che risveglia in me continui sensi di colpa.
Come mi sento alla fine di novembre?
Mi sento felice per avere Emma tra le mie braccia, mi sento impotente davanti ai suoi pianti e mi sento in colpa perché se lei sta così è colpa della mancata presenza della sua mamma dei suoi primi istanti di vita.
Vorrei fosse già la fine di qualche altro mese per vedere se tutto questo avrà subito un miglioramento…”

 

Mi commuove molto leggere le parole di questa mamma, che ringrazio tantissimo per la sua condivisione che aiuterà tante altre mamme che non si sentono comprese e si sentono sole dopo il parto. Molto spesso la frase che si dice è “Tu stai bene, il tuo bambino anche, il passato è passato, ora goditi il tuo bambino”. Ma non funziona così se non si supera il lutto e l’evento traumatico subito.

Il senso di colpa è un sentimento spesso presente e molto forte, non dovrebbe corrispondere ad una situazione del genere, perché non è assolutamente responsabilità della mamma, e anzi la mamma sta soffrendo insieme alla sua bambina di un parto complesso.

La mamma insieme alla bambina devono attraversare un processo di guarigione, non devi sentirti in colpa ma devi darti il permesso e lo spazio, il tempo, per guarire insieme alla tua bambina.

La separazione di mamma e figlia è un atto terribile, il peggiore che possiamo fare, ma non è colpa della mamma, mai!!

A questa mamma e a te che ascolti e ti trovi in questa situazione ti consiglio di darti tempo, ti voglio dire che non è tutto perduto e insieme con pazienza potete recuperare!

State insieme, pelle a pelle, a contatto, quel contatto che vi è stato tolto potete recuperarlo, non è perduto. Ritrovate quella complicità che avevate durante la gravidanza.

Potete farlo in una vasca durante un bagno caldo insieme oppure nel letto con le luci soffuse, una musica che ascoltavate in gravidanza, a contatto pelle a pelle, oppure ancora attraverso il massaggio al neonato, un contatto che nutre profondamente.

Una nascita traumatica lo è per la mamma e anche per il bambino, può influenzare l’allattamento e il post parto, ma si può recuperare il tempo che ti hanno tolto, gli attimi e le sensazioni di cui ti senti privata.
E se ti capita di piangere, anche davanti al tuo bambino/a, fallo, anche la tua bimba piange per buttare fuori, fallo anche tu, non trattenere nulla.

Spesso in questi casi possono essere molto utili i fiori di bach come il rescue remedy, puoi chiedere aiuto ad un’erborista, un’ostetrica esperta o un una naturopata.

 

Infine voglio dare un ultimo consiglio a te che ti trovi nella stessa situazione di questa mamma, ovvero la lettura di un libro scritto dall’ostetrica Claudia Sfetez, in cui racconta la sua storia di parto traumatico e dà consigli da mamma e da ostetrica per superare questo insieme al proprio bambino. Il libro si chiama “Guarire dopo il parto”.