L’angolo della Psicologa. 9 Mesi-1: la depressione pre-parto

Nell’immaginario comune la donna che aspetta un bambino deve essere contenta, raggiante, bellissima e in trepida attesa per l’arrivo del futuro bebè. Viene tollerata una certa quota di apprensione per la salute del nascituro e per il dolore del parto, e qualche lamentela dovuta ai sintomi fisici della gravidanza, ma qualsiasi aspetto, sentimento o emozione che si distolga da questo quadretto semi-idilliaco spesso viene interpretato come debolezza di carattere, ingratitudine per il dono ricevuto della maternità e indicazione di una probabile incapacità genitoriale della donna.

Come non stupirsi, allora, che una donna incinta che non si allinea con questa visione di maternità, negherà la sua diversità sentendosi in colpa o sbagliata per i sentimenti che prova?

Le emozioni non sono sbagliate! Le emozioni si provano, punto. Non si è cattivi per questo, né si diventerà dei pessimi genitori per dei pensieri che “si dice, non si dovrebbero avere”.

Molte donne affrontano la gravidanza con il sorriso sulle labbra, molte donne l’affrontano in preda alla depressione e all’ansia, molte altre donne l’affrontano in maniera diversa, perché ogni persona e ogni gravidanza è particolare, unica e irripetibile. Non c’è una madre migliore o peggiore, c’è solo da comprendere, accogliere e aiutare laddove ci sia più bisogno.

La depressione post-parto è stata sdoganata da pochi anni e solo recentemente si è iniziato a parlarne in modo corrente, senza stigmi e senza colpevolizzare la madre. 

Ma della depressione pre-parto, purtroppo, si sa ancora molto poco e tutti gli stereotipi relativi ai problemi psicologici piovono sulla testa della futura mamma che si azzarda a confidare stanchezza, irritazione, senso di colpa, disperazione e difficoltà a essere felice o a trovare piacere nelle attività. 

Sì, perché sono proprio questi i sintomi principali della depressione pre parto: esattamente come quella postnatale, la depressione che insorge durante la gravidanza si presenta con segnali che possono essere fraintesi per comuni disagi dovuti agli ormoni o al pancione. Perciò è fondamentale farsi le domande giuste, ovvero:

 

nel mese scorso mi sono sentita spesso infastidita dal fatto di sentirmi giù, depressa o addirittura disperata o per non aver provato interesse o piacere nel fare le cose?”

e

Se potessi parlare con una persona che non mi giudica, mi capisce, non mi dice che sono pazza o ingrata o una pessima madre, mi farebbe piacere e mi aiuterebbe parlare e confrontarmi con lei? Vorrei il suo aiuto?”

 

La gravidanza (non importa se la prima o la seconda o l’ennesima…) rompe tutti gli equilibri, scombussola chi si è e chi si stava per diventare, riorganizza tutte le priorità, mette alla prova i legami sia con gli altri che con se stessi, oltre a produrre uno scombussolamento generale a livello fisico. 

 

E’ un passaggio che mette a dura prova chiunque. 

Non colpevolizzatevi se fate dei pensieri negativi e non nascondete la testa sotto la sabbia facendo finta di nulla perché così peggiorate solo la situazione e vivrete la gravidanza nel peggiore dei modi. 

 

Avere questi pensieri non fa di voi cattive madri! 

Proteggete voi stesse e il vostro bambino, non tanto dai brutti pensieri ma dagli stereotipi comuni che impediscono alle persone di esprimere liberamente le proprie emozioni e le proprie paure e fanno sentire incapaci chi chiede aiuto. 

Avete diritto a non avere il sorriso sulle labbra durante la gravidanza e avete il diritto (e dovere) di farvi aiutare, per il vostro benessere e per quello di vostro figlio, senza per questo venire accusate di nulla!

 

Voi siete delle bravi madri sia che abbiate il sorriso sia che non lo abbiate. 

Se rientrate nell’ultimo caso è necessario un aiuto, ma questo non vi toglierà mai l’amore del vostro bambino e non metterà mai in discussione le vostre capacità genitoriali, ma anzi, questo sarà il primo passo, la prima cura che riserverete alla vostra futura famiglia, la cura di una mamma amorevole che in questo momento ha capito di essere troppo triste e di voler parlarne con qualcuno di esperto per ritornare ad avere il sorriso.

 

In bocca al lupo.

 

  Laura Corpaccini Psicologa

 laura.corpaccini@gmail.com
     www.lauracorpaccini.it

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