La salute dell’intestino: come mai è così importante? Cosa possiamo fare per avere un intestino sano?

Negli ultimi anni si sente spessissimo parlare di eubiosi intestinale, microbioma, cibi fermentati, fermenti lattici… cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e spiegare come mai questi temi sono diventati così importanti e perchè lo sono ancora di più in gravidanza.

Questo articolo vuole essere un approfondimento dell’articolo sull’alimentazione che trovi già sul sito. Per scriverlo ho avuto il gentile contributo di Alberto Lavarini, un esperto di alimenti fermentati che tiene corsi di formazione per imparare a conoscerli, utilizzarli ed autoprodurli, e sta avviando la Bottega del Fermentista, un laboratorio di trasformazione in Piemonte basato su queste antiche tecniche.

In diversi corsi che ho frequentato in questi mesi più di una volta mi è capitato se sentir parlare di eubiosi intestinale, cosa che negli anni passati non succedeva.
In corsi di aggiornamento per noi operatori dell’area medica si sente parlare tanto di questi temi, meno nella popolazione ma si arriverà anche a quello.

La salute dell'intestino: come mai è così importante?

Come mai è così importante la eubiosi intestinale? E cosa significa un intestino in salute?

Ricordo quando ero piccola ed ero costretta a prendere gli antibiotici, mia mamma mi riempiva di enterogermina. Già vent’anni fa si sapeva che gli antibiotici oltre a distruggere i batteri “cattivi”, quelli che avevano causato l’infezione, distruggevano anche quelli “buoni” che colonizzano normalmente il nostro intestino.

Gli studi scientifici che sono stati fatti negli anni hanno messo in luce il fatto che non solo succede questo, ma il nostro intestino ci impiega anni a riacquistare il proprio equilibrio detto appunto eubiosi . L’insieme dei batteri e di tutti gli altri microrganismi che popolano l’intestino viene chiamato Microbiota Intestinale.

E’ importante e serve a:

  • contribuire alla digestione e all’assimilazione di importanti nutrienti
  • produce vitamine come folati e vitamine del gruppo B
  • protegge da tante patologie, allergie, intolleranze alimentari, disfunzioni metaboliche, tumori del tratto gastro-intestinale
  • effettua il controllo sui batteri che causano patologie

Se questa biosi intestinale viene compromessa (disbiosi) si potrebbero avere:

  • disturbi vari di lieve o media entità
  • coliti, diarrea, spasmi intestinali
  • stipsi
  • flatulenza
  • infezioni genito-urinarie (come ad esempio candida o cistiti)
  • difficoltà digestive
  • carenze alimentari

E’ quindi molto importante avere una flora intestinale in salute per tanti motivi, ancor di più lo è in gravidanza: per la salute della mamma ma anche per quella del feto, dato che il feto vive in un ambiente sterile sarà la mamma a passargli i batteri che lo colonizzeranno e quindi la mamma trasferirà la sua flora intestinale al suo bambino.

Ecco perchè se sei in gravidanza è bene che ti alimenti ancora meglio del solito e che il tuo intestino sia in salute, per far sì che anche quello del tuo bambino lo sia.

Il microbiota del feto nella pancia della sua mamma può essere considerato vergine e la “contaminazione” da parte dei batteri e dei microrganismi inizia con la nascita nel caso in cui questa avvenga con un parto naturale: la bocca del bambino entra in contatto con il canale vaginale e si trasferiscono i batteri materni al neonato.
Tramite analisi del microbiota si è verificato che la composizione del microbiota vaginale nel periodo appena prima del parto si modifica diventando molto simile a quello intestinale, questo per avere la possibilità di trasmettere i microbi “migliori” al bambino che creeranno una sorta di imprinting. Nel caso di un parto da taglio cesareo, quindi in ambiente sterile, in alcuni casi oggi si adotta la tecnica del tampone. Questa prevede l’utilizzo di un tampone che viene prima passato nel canale vaginale materno e poi sul corpo del neonato.
Anche durante l’ allattamento avviene questo scambio di microbi tra mamma e bambino, da sempre sappiamo quanto sia importante una buona alimentazione della madre, per il benessere di entrambi, non solo durante la gravidanza ma anche durante l’allattamento.

Una ricerca spagnola ha tracciato la mappa microbica del latte materno contando 700 specie differenti, che, trasmesse al bambino, dovrebbero favorire la formazione del sistema immunitario. Ecco perchè con il latte materno si passano al neonato anticorpi e altre importanti sostanze che non potremmo dare in altro modo al bambino.

intestino gravidanza

Cosa puoi fare per mantenere in salute la tua flora intestinale? Serve ancora assumere fermenti?

I fermenti che si trovano quasi sempre in commercio, quelli più conosciuti, ormai si è scoperto che non hanno particolare utilità, nè per migliorare l’ eubiosi intestinale nè per trattare la diarrea. Questo perchè non è facile trovare dei fermenti che riescano a passare la barriera acida del nostro tratto digerente e inoltre molti fermenti non sono vivi e attivi o non arrivano tali nell’intestino.

Ci sono diverse cure oggi che si possono fare per ripopolare il microbiota intestinale. Sicuramente è importante sapere che gli antibiotici distruggono la flora intestinale per anni e quindi dovremmo come sempre avere molta consapevolezza quando si prendono i farmaci, che spesso sono necessari ma a volte vengono dati con un po’ di leggerezza.

Insieme ai fermenti come integratori è buona norma introdurre nella propria alimentazione gli alimenti fermentati, che vanno ad influire sulla salute del nostro intestino e migliorano la qualità del microbiota intestinale.

Secondo l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) i probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. Secondo le linee guida della FAO/OMS, sono definiti probiotici solo quei microrganismi di origine umana e che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo.

I probiotici quindi sono quegli alimenti che aiutano a mantenere in salute la flora intestinale, e per poter svolgere il proprio ruolo benefico dovrebbero essere costantemente assunti e non solamente in determinati periodi, perciò vi è una bella differenza tra la loro assunzione come integratori o attraverso i cibi che mangiamo.

Sono ricchi di probiotici molti cibi
e bevande fermentate quali il kefir, le verdure latto-fermentate (crauti o in salamoia), il miso, la kombucha. Tutti questi prodotti devono essere NON PASTORIZZATI proprio per evitare di distruggere le colture microbiche, che ricordiamo essere batteri vivi, e tali devono raggiungere il nostro intestino per poterlo colonizzare aumentandone la biodiversità e apportando benefici. Proprio perché la biodiversità rende più stabile un ecosistema, assumere una grande varietà di microbi è essenziale, perciò sono da preferire i cibi fermentati artigianali o auto-prodotti che sono il risultato di una fermentazione spontanea attuata da microbi naturalmente presenti nell’ambiente a quelli industriali che utilizzano pochi ceppi batterici come starter.

probiotici

Conosciamo meglio questi alimenti fermentati così importanti per la salute dell’intestino. Quali sono gli alimenti da inserire nella dieta per avere un microbiota intestinale equilibrato?

Tra gli alimenti fermentati più ricchi di probiotici troviamo, ad esempio, il Kefir di latte, le verdure latto-fermentate e il miso.

Il kefir può essere considerato uno yogurt al cubo, è un latte fermentato da una colonia di lieviti e batteri contenente dalle 30 alle 50 specie differenti, che, lasciati a temperatura ambiente, si nutrono del lattosio (lo zucchero principale del latte) e lo trasformano in una bevanda poco più liquida dello yogurt dal gusto molto più complesso, da mangiare così com’è oppure da utilizzare per la preparazione di svariate ricette dolci e salate.
Prepararlo è molto semplice ed è possibile farlo autonomamente ottenendo un prodotto vivo e benefico a differenza di quelli prodotti industrialmente. I fermenti lattici che si trovano, ad esempio, negli yogurt industriali sono stati aggiunti e sono sì vivi ma non vitali: significa che non hanno la capacità di riprodursi nell’intestino per cui non colonizzano il microbiota intestinale.

Le verdure latto-fermentate come i crauti e le verdure in salamoia, sono ricche di fermenti lattici che ne esaltano il sapore e ne permettono anche la conservazione.

Il miso, invece, è un insaporitore di origine orientale, tradizionalmente ottenuto da una lunga fermentazione della soia e riso (o orzo) che aumenta notevolmente la disponibilità dei nutrienti contenuti nei prodotti di origine, inoltre facilita la digestione. Alcuni studi gli attribuiscono anche proprietà antitumorali e di protezione dalle radiazioni. Nella dieta macrobiotica e vegana è uno dei principali ingredienti, in grado di apportare proteine e UMAMI, il quinto gusto definito “saporito”.

Per poter assimilare i nutrienti di legumi e cereali in generale, si ricorre alla loro fermentazione, che con semplici tecniche riproducibili a casa, diventano più gustosi, digeribili e si arricchiscono di lattobacilli.

Un ruolo fondamentale viene svolto anche dai prebiotici, sostanze non assimilabili direttamente da noi ma che nutrono il nostro microbiota, cioè i nostri batteri, che oggi vengono considerati come un organo supplementare del peso di oltre 1.5 kg e che svolgono molteplici funzioni per il nostro benessere.
I prebiotici si trovano in alimenti come il miele, le banane, la frutta secca, la farina di frumento integrale e verdure come il topinambur, i porri e la cipolla.

intestino

E’ più semplice comprendere la relazione tra probiotici e problemi intestinali come le coliche nei neonati, meno immediato è il collegamento con altre patologie. In realtà molti problemi di salute sono collegati alla funzione intestinale, dove è ormai risaputo che risieda il nostro sistema immunitario. L’intestino è definito come il nostro secondo cervello.
Alcuni studi hanno dimostrato che l’assunzione di probiotici nel neonato attraverso il latte materno e successivamente con lo svezzamento dimezzi il rischio di allergie, riduca ad esempio l’insorgere di dermatiti, asma, psoriasi, autismo e mastiti al seno nella madre.

Quindi sempre di più si capisce quanto sia importante e quanto si può fare anche in termini di prevenzione di patologie gravi controllare la propria alimentazione, e lo diventa ancora di più in gravidanza quando la mamma pensa non solo alla sua salute e al suo benessere ma anche a quello del suo bambino.
Ringrazio Alberto Lavarini per il suo contributo e l’aver spiegato bene quali sono gli alimenti che bisogna integrare nella dieta per mantenere il nostro intestino in salute.


Mi rendo conto che l’argomento non sia molto semplice da affrontare ed è veramente molto vasto, ma è un tema importante non solo in gravidanza ma anche durante importanti fasi della vita come la menopausa, la ricerca di una gravidanza, l’insorgenza di patologie più o meno complesse.
Se avete dubbi o domande da volermi porre su questi temi potete scrivermi a info@latuaostetrica.it

La salute dell’intestino: come mai è così importante? Cosa possiamo fare per avere un intestino sano?
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