Il dolore del Parto: perchè il parto è doloroso?

perchè partorire fa male?

Siamo abituati culturalmente a vedere il dolore con un’accezione negativa, questo perchè ovviamente il dolore è spesso correlato ad una condizione di malattia e quindi una condizione non piacevole.
Il dolore di cui parleremo in questo articolo è un dolore completamente diverso da ogni altro, infatti è il dolore che permette la nascita del proprio bambino!

Uno dei pensieri più comuni per una donna in gravidanza è “io sono una persona con una soglia del dolore bassa, come farò in travaglio a sopportare le contrazioni? Come farò a sopportare quel dolore immenso?”.

Dalla concezione negativa del dolore infatti è nata l’idea del parto senza dolore, così da eliminare la componente negativa della nascita.
Ma, come dico sempre, la natura pensa e predispone le cose in maniera oculata e non c’è nulla di più naturale che il percorso di maternità, si mettono al mondo i bambini da sempre!

E allora in quest’ottica ci dovremmo chiedere: perchè la natura ha predisposto il parto con dolore? Qual è il motivo e la funzione di questo dolore?

Non essendo negativa ovvero la risposta ad una condizione di patologia bensì una condizione di totale fisiologia.

Il dolore ha una genesi diversificata, ogni donna infatti percepisce il dolore in maniera soggettiva, questo perchè il dolore dipende da: una componente culturale, una componente fisica piuttosto uguale per tutti, una componente psicologica.
La componente fisica è causata dalla sovradistensione, lacerazione, ischemia del muscolo uterino, l’innervazione che porta gli stimoli dolorosi.
La componente psicologica e culturale dipende principalmente da noi stesse.
Se vedessimo il parto come il successo, il trionfo della donna, del potere della donna di dare alla luce, se vedessimo il parto come un evento naturale, che permette la nascita del proprio bambino, se fossimo sicure del fatto che è vero che nel parto c’è dolore, ma se il travaglio e il parto sono fisiologici e spontanei, è un dolore che la donna può assolutamente sopportare perchè predisposto dalla natura, probabilmente la visione del parto stesso sarebbe differente e il dolore verrebbe vissuto in maniera diversa.

Una cosa molto importante che influenzerà anche il modo di vivere il parto è la preparazione e la conoscenza che si ha durante la gravidanza, la consapevolezza a cui si arriva che permetteranno di influenzare positivamente l’evento parto.

Questo in un’ottica di parto fisiologico e naturale, spontaneo, perchè spesso il dolore è aumentato da pratiche e azioni mediche o ostetriche che vanno ad interferire con la naturalità del percorso di travaglio e parto e possono quindi aumentare il dolore.

Il dolore del parto è reso sopportabile dal suo carattere ritmico, non è un dolore continuo ma è un dolore che va e viene e questo permette alla futura mamma di riposarsi e ricaricarsi tra una contrazione e un’altra, inoltre ci sono fattori che fanno aumentare o diminuire i dolori e la sensazione di dolore.

Il parto è un po’ un rito di passaggio per una donna, da non madre a madre, e il dolore ha una funzione anche in quest’ottica.

La funzione fisiologica del dolore nel parto

La contrazione è dolorosa, il dolore a onda permette il giusto rilascio di ossitocina, che permette alle contrazioni di esserci e di portare avanti il travaglio attivo. E’ come l’attivazione di una cascata.
Le contrazioni e soprattutto la pausa tra una e l’altra dà spazio al corpo per produrre le endorfine (un oppioide naturale). Queste sostengono la donna e le danno la forza per sopportare il dolore ma oltretutto arrivano anche al bambino e nel liquido amniotico, così da proteggere anche lui dal dolore e dalla fatica del travaglio (il dolore materno crea la protezione del bambino dal dolore).
Il travaglio e il parto è una fatica, un percorso, condiviso tra mamma e bambino che li unirà ancora di più.

La presenza del dolore e anche della condizione di trance grazie alle endorfine permette alla mamma di mettere in atto una risposta fisiologica al dolore con il movimento.
Il movimento permette alla futura mamma di seguire il suo istinto e mettersi nelle posizioni più consone e necessarie al suo benessere e a quello del suo bambino. 
Infatti ogni donna se lasciata libera troverà la posizione migliore per sè e in questo modo, continuando a muoversi in libertà, eviterà che ci sia qualche parte del corpo del bambino che resta schiacciata per una posizione obbligata tenuta troppo a lungo ad esempio.

Il parto è un momento di grande forza per una donna. Dovrà superare tutte le sue paure, paure che la limiterebbero anche come mamma, durante il travaglio e questo le dà modo di tirare fuori tutta la sua forza!
Arriverà un momento durante il travaglio in cui si lascerà andare, si abbandonerà a quel dolore e finirà così il suo percorso con il suo bambino, un percorso che è stato faticoso ma che li ha uniti in un modo unico e speciale e li preparerà ancora di più al momento in cui si vedranno, si conosceranno faccia a faccia.

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