Il bambino durante la gravidanza sente e vive le tue emozioni

Durante la gravidanza si considera il bambino come un abbozzo di qualcosa che arriverà, non sempre si pensa al bambino come già presente ma arriverà soltanto dopo il parto, quando potrà essere “toccato con mano”…
La verità è che il bambino è già con voi a partire dal test di gravidanza, siete già in tre o in più di tre qualora non sia il primo figlio.
Infatti il bambino nella pancia reagisce agli stimoli, ha recettori sensoriali che cominciano a formarsi e svilupparsi già a 10 settimane di gravidanza e che gli permettono di prendere rapporti con l’esterno.

Ho voluto trattare questo argomento e parlare di come creare un rapporto e un legame con il proprio bambino già durante la gravidanza in una miniserie di video sul canale YouTube, per darti dei consigli su come creare un legame con il bambino sia per la mamma che per il papà e parlare del legame che il bambino ha con l’esterno anche nella vita intrauterina.

Diversi psicologi e psicoterapeuti hanno studiato l’essenza del bambino in epoca prenatale, si è visto come l’ambiente in cui un bambino cresce dalla vita intrauterina a poi la crescita una volta nato influenza il bambino e l’adulto che sarà.
Siamo influenzati anche da come abbiamo vissuto nella pancia della nostra mamma!
Sono stati fatti degli studi sui bambini cresciuti in utero durante una guerra o durante un momento critico della storia e si è visto come questo aveva influenzato in qualche modo gli schemi mentali e la crescita psicologica e relazionale di quel bambino e poi di quell’adulto.

Io come ostetrica ci tengo sempre tanto a creare percorsi che aiutino la mamma ad avere supporto non solo fisico con visite ed esami ma anche emotivo e informativo in gravidanza, per vivere la gravidanza più serenamente, e questo senza dubbio è compito dell’ostetrica.

Ho creato anche una guida gratuita che aiuti la mamma a vivere serenamente la gravidanza, puoi scaricarla cliccando qui.

Ogni emozione, sensazione, tono di voce, reazione che hai il tuo bambino la vive con te. 
Spesso quando dico questo le mamme mi chiedono se allora avendo tante paure e ansie possono crearsi dei problemi fisici o malformazioni al bambino.
Siamo sempre concentrati sul fisico, su ciò che si vede. 

Le tue emozioni non hanno un impatto diretto sulla formazione fisica del feto ma sul modo in cui lui vivrà, gli schemi relazionali, la sua formazione a livello psicologico.

Spesso la gravidanza nella nostra epoca è molto medicalizzata, si prendono in considerazione gli esami, i valori clinici, i dati clinici, e si dà poco spazio alle emozioni, le sensazioni, i pensieri che la mamma ha, che arrivano comunque anche al bambino.
In gravidanza c’è un maggior sviluppo dell’emisfero destro del cervello deputato all’istintività, alle emozioni, quasi come se la natura voglia dirci che dobbiamo pensare a questo lato di noi, dobbiamo dare spazio alle emozioni, positive o negative che siano, per poterle superare e affrontare, così, al meglio il percorso di maternità.

Crea una squadra con il tuo bambino, immaginatelo già come membro presente nella famiglia, che occupa un suo spazio. 
In questo ti aiuterà creare un legame con lui durante la gravidanza, dedicare a lui o a lei un momento ogni giorno, ma questo lo vedremo meglio nei video della mini serie Legami di Pancia che puoi vedere sul canale YouTube (cerca nelle Playlist “Legami di pancia” per trovare i video relativi).

 

Bibliografia:

Partanen, E., Kujalaa, T., Näätänen, R., Liitolaa, A., Sambethf, A., Huotilainen, M. (2013), “Learning-induced neural plasticity of speech processing before birth”, in PNAS, 110 (37), 15145-15150.       

Righetti, P.L. (1998), Le Emozioni e gli stati dell’Io prenatale, Atti del III Congresso Internazionale OMAEP: Fondamenti biologici e psicologici dell’educazione prenatale – Comunicazione, Roma.     

Tomatis, A. (1993), Dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano. La liberazione di Edipo. Pavia:Ibis           

Veldman, S. (2015), Haptonomie. Science de l’affectivité. Paris: Presses Universitaires de France.                                               

Winnicott, D.W. (1958), Dalla pediatria alla psicoanalisi. Firenze: Martinelli.