Gravidanza e Peso corporeo: quale dovrebbe essere il giusto incremento?

Parola alla Dietista Natascia dell’Agli.

Natascia è una dietista da sempre appassionata di tutto che riguarda l’alimentazione (le piace mangiare!), ama leggere, informarsi su tutto quello che riguarda il suo lavoro… anche sulle teoria più strampalate.

Durante gli anni di studi, si è prima specializzata sulle patologie renali e negli ultimi anni ha approfondito l’aiuto che può dare l’alimentazione nelle varie fasi della vita di una donna.
Dall’anno scorso fa parte del progetto Pcos-Italia, rivolto a chi soffre di sindroime dell’ovaio policistico.

Segue un’alimentazione a base vegetale, principalmente per motivi etici, rispettando sempre le scelte altrui, ma, per la salute di tutti, quando può “sponsorizza” il consumo di legumi, spesso dimenticati sulle nostre tavole.

La gravidanza è un momento importante nella vita di una donna, che comprende anche timori e paure…e non mancano le preoccupazioni per il peso corporeo.

C’è da dire che c’è un po’ di confusione su questo e qualche volta si trova qualche specialista un po’ “rigido” sull’aumento di peso.

Questo aumento a cosa è dovuto? Non solo al feto e alla placenta, ma si hanno anche modificazioni a livello dell’utero, nella composizione dei liquidi corporei e di alcune componenti del sangue al fine di garantire un corretto accrescimento del feto.
La massa grassa  si accumula prevalentemente  nel secondo trimestre, con lo scopo di garantire una riserva energetica per l’ultima fase della gravidanza e durante l’allattamento…insomma ci si prepara alle fasi successive.

Quanto peso?
Per conoscere l’aumento ponderale “auspicabile” bisogna considerare peso e indice di massa corporea pregravidico, cioè quelle nel momento in cui si viene a conoscenza della gravidanza.

Le principali indicazioni raccomandano un aumento compreso tra:

  • 12,5-18 kg per chi è sottopeso
  • 11,5-16 kg per chi è normopeso
  • 7-11,5 kg in caso di sovrappeso
  • 5-9 kg in caso di obesità

Perché è importante mantenere un peso entro certi limiti?
Sia nelle donne sottopeso che in quelle con obesità si potrebbero avere dei rischi nel corso della gestazione, durante il parto, ma soprattutto uno stato nutrizionale alterato potrebbe incidere sulla salute del bambino (anche in età adulta!).

Forse avrai sentito parlare di “fetal programming”: Studi sperimentali hanno dimostrato come la malnutrizione fetale, sia in eccesso che in difetto, possa predisporre allo sviluppo di patologie croniche (obesità, diabete, sindrome metabolica, ecc..) in età adulta.
Per questo è importante porre l’attenzione sulle quantità, ma anche sulla qualità della dieta che dovrebbe essere il più varia e completa possibile.

Come mantenere un aumento di peso adeguato?
Contrariamente a quanto si possa immaginare, durante il primo trimestre le richieste energetiche non aumentano di molto: si necessita di circa 70 kcal e di 1 grammo di proteine in più, richiesta che può essere sopperita facendo uno spuntino in più (ad esempio con un frutto o uno yogurt).
Nei trimestri successivi, i fabbisogni aumentano…ma li vedremo nel prossimo articolo dedicato.
E’ importante non prendere iniziative come eliminare o ridurre i carboidrati per contenere l’aumento di peso: le linee guida per la gravidanza fisiologica ricordano che “i carboidrati rappresentano la principale fonte di energia nella popolazione generale così come in gravidanza; con un apporto pari al 45-60% dell’energia totale giornaliera” e sarebbero da preferire cereali integrali in vista dell’insorgenza di una possibile stipsi.

Ultimo, ma non ultimo, tassello è l’attività fisica, che dovrebbe essere costante e adeguata, sempre se non è controindicata nel caso specifico.

Anche in gravidanza, l’alimentazione dovrebbe essere sempre personalizzata e tenere conto sia delle richieste del corpo che di condizioni frequenti  come stipsi e nausea.

Se stai programmando una gravidanza, potresti anticipare i tempi, migliorando da subito la tua alimentazione!