Ovaio Policistico e Alimentazione

Parola alla Dietista Natascia dell’Agli sulla dieta, l’alimentazione, nella ricerca di una gravidanza, come influisce sulla fertilità.
Natascia è una dietista da sempre appassionata di tutto quello che riguarda l’alimentazione (le piace mangiare!), ama leggere, informarsi su tutto quello che riguarda il suo lavoro… anche sulle teorie più strampalate.
Durante gli anni di studi, si è prima specializzata sulle patologie renali e negli ultimi anni ha approfondito l’aiuto che può dare l’alimentazione nelle varie fasi della vita di una donna.
Dall’anno scorso fa parte del progetto Pcos-Italia, rivolto a chi soffre di Sindrome dell’ovaio policistico.
Segue un’alimentazione a base vegetale, principalmente per motivi etici, rispettando sempre le scelte altrui, ma, per la salute di tutti, quando può “sponsorizza” il consumo di legumi, ahimè spesso dimenticati sulle nostre tavole.

La PCOS, secondo i criteri di Rotterdam, è caratterizzata da almeno 2 di:

  • Amenorrea (assenza di cicli mestruali) o oligomenorrea (cicli irregolari)
  • Presenza di cisti ovariche su entrambe o una delle due ovaie
  • Iperandrogenismo, cioè eccesso di androgeni che si manifesta a livello biochimico e clinico con acne, irsutismo, obesità centrale (cioè a livello addominale) e/o alterazionidella fertilità

A seconda della “combinazione” di questi possiamo avere 4 fenotipi.
La PCOS definita sindrome proprio a causa di queste condizioni che influenzano tutta la sfera ormonale, non solo quella prettamente sessuale, con conseguenze a livello riproduttivo e metabolico.

Le conseguenze metaboliche principali sono peso corporeo eccessivo con difficoltà a dimagrire, obesità centrale (cioè a livello addominale), dislipidemia, insulino-resistenza e sindrome metabolica, che possono aumentare il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari.

Anche le donne che hanno un peso corporeo nella norma sperimentano queste “anomalie”.

PCOS E INSULINA

La chiave di tutto ciò è proprio l’insulina che viene prodotta in eccesso a causa dell’azione degli androgeni, i tessuti del nostro corpo non rispondono più (insulino-resistenza) e il corpo compensa questa non responsività producendone ancora (iperinsulinemia)! (da notare che l’insulino-resistenza però non rientra nei criteri diagnostici).

Come in un circolo vizioso, l’iperinsulinemia stimola l’ovaio a produrre androgeni.

Una dieta mirata, che tenga conto non solo del quadro ormonale ma anche delle abitudini della persona, è importante per il controllo del peso corporeo, per il miglioramento dei sintomi e per la gestione di tutte quelle complicanze che derivano dall’insulino-resistenza e dall’iperandrogenismo.

 

PCOS E DIETA

Quindi l’alimentazione mirata per la sindrome dell’ovaio policistico si basa su alcuni “principi” per migliorare la sintomatologia.
Purtroppo non si conosce la causa di PCOS e di conseguenza non abbiamo una cura definitiva ed efficace, per questo l’alimentazione mirata dovrebbe diventare un vero e proprio stile di vita: non è una “dieta” da seguire per un paio di mesi e risolvere il tutto.

Partendo da questo presupposto, la dieta dovrebbe essere il più aderente possibile alle abitudini quotidiane, gestibile (a casa o al lavoro) e soprattutto sostenibile nel tempo.

Ma veniamo alle caratteristiche della dieta, che dovrebbe essere:

  • a basso carico glicemico: come spiegato nella prima parte, l’insulina (che non è sempre cattiva eh!) dovrebbe essere stimolata in maniera adeguata, evitando dei picchi. Per fare ciò non vanno eliminati completamente i carboidrati, ma è preferibile scegliere alternative integrali e consumare dei pasti completi: consumando un pasto che contenga carboidrati, proteine (secondo piatto), grassi (basta anche semplicemente l’olio extravergine di oliva) e fibre (verdura) il carico glicemico del pasto si abbassa, anche se consumiamo pasta “normale”
  • antinfiammatoria: quindi che contenga cereali integrali, legumi, pesci ricchi in omega 3, verdura, frutta secca, e a ridotto contenuto di prodotti confezionati e processati.
    Purtroppo le donne con PCOS hanno una sorta di infiammazione sistemica (di basso grado) caratteristica della sindrome
  • con un giusto apporto di proteine e grassi. Le proteine dovrebbero essere ben distribuite nella giornata.
    I grassi, al contrario di quanto si possa pensare, non vanno eliminati in quanto sono i precursori degli ormoni sessuali, ma devono essere di qualità.
  • con un giusto apporto di fibre: le fibre sono importanti nel metabolismo degli estrogeni, inoltre frutta e verdura contengono Sali minerali e vitamine importanti nella gestione della PCOS.

Molto spesso viene consigliato di eliminare glutine e latticini.
In merito al glutine, considerato pro-infiammatorio, non vi sono grosse evidenze quindi questa eliminazione è alquanto ingiustificata (a meno che non vi sia celiachia o sensibilità al glutine); il consiglio è comunque quello di variare i cereali in modo da avere anche un’alimentazione meno monotona.

I latticini, invece, hanno un alto indice insulinemico e vanno limitati/eliminati in base al quadro ormonale e alla tolleranza individuale (no al fai da te, ma è bene affidarsi ad un professionista).

Ultima raccomandazione: evita il fai da te, soprattutto restrizioni eccessive che potrebbero peggiorare la situazione ormonale.
L’alimentazione può offrire notevoli benefici, ma a patto che sia gestibile nel tempo e che non diventi ulteriore fonte di stress!

Qui puoi leggere l’articolo sul Alimentazione e Fertilità.
Qui puoi leggere il mio 
articolo sulla Sindrome dell’ovaio policistico.

BIBLIOGRAFIA

Handbook of Fertility: Nutrition, Diet, Lifestyle and Reproductive Health (2015)

Conway G et al. The polycystyc ovary syndrome: a position statement from the European Societyof Endocrinology, Eur J Endocrinol. 2014 Oct;171(4)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24849517

Jeanes YM, Reeves S, Metabolic consequences of obesity and insulin resistance in polycystic ovary syndrome: diagnostic and methodological challenges, Nutr Res Rev. 2017 Jun;30(1):97-105

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28222828