Contrazioni preparatorie o contrazioni “vere”: come riconoscerle.

Spesso mi capita di sentire mamme dire di aver avuto travagli durati due o tre giorni, con contrazioni sempre presenti… Quando poi chiedo loro se le contrazioni sono state sempre dolorose alla stessa maniera come quando poi il loro bambino è nato mi rispondono: “No per fortuna no! Però c’erano…”
Le contrazioni preparatorie o di Braxton Hicks sono di fatto degli indurimenti di pancia che ci possono essere già a partire dalla 27-28 esima settimana di gravidanza, possono essere fastidiose ma non sono dolorose.
Queste contrazioni preparano l’utero in vista del parto e il collo uterino al travaglio, momento durante il quale si dilaterà per poi lasciar passare il feto.
Queste contrazioni vanno e vengono, non sono regolari e possono essere leggermente fastidiose, ma mai dolorose come le contrazioni del travaglio. 
Di fatto si considera travaglio attivo quando ci sono contrazioni forti, molto dolorose, e una dilatazione del collo dell’utero di 4-5 cm. Da quel momento in poi siamo sicuri che il travaglio non si fermerà, le contrazioni non andranno più via, e dopo un po’ di ore vedrai il tuo bambino.
Le tempistiche del travaglio possono variare in base a tante cose come ad esempio la paura della futura mamma, l’irrigidimento della donna, la posizione del bambino nel canale del parto…

Purtroppo non c’è qualcosa che ci assicuri un travaglio veloce, altrimenti lo proporremmo a tutte! 
Vediamo in questo articolo come riconoscere le contrazioni vere, quelle del travaglio attivo, e distinguerle dalle contrazioni preparatorie. Così da capire quando è davvero il momento giusto per andare in ospedale o nel luogo in cui avete deciso di partorire.

 

Le contrazioni “vere”, quelle del travaglio attivo sono:

  • regolari e ritmiche, quindi hanno sempre lo stesso intervallo di tempo tra una e l’altra. Se ad esempio hai una contrazione ogni due minuti, sarà sempre ogni due minuti e non una volta ogni tre minuti, una volta ogni quattro e una volta ogni cinque;
  • sono dolorose, hanno tutte le stessa intensità di dolore. Quindi non avrai una contrazioni più dolorosa e una meno dolorosa ma tutte uguali;
  • se provi a fare una doccia o un bagno caldo, anche per un lungo tempo, vedrai che le contrazioni preparatorie potrebbero fermarsi o rallentare, mentre le contrazioni del travaglio attivo non si fermano, restano sempre regolari e soprattutto dolorose come prima;
  • durante le contrazioni non riuscirai a parlare o ridere, sarai concentrata sulla respirazione o sul dolore ma non riuscirai comunque a pensare o a fare altro;
  •  tra una contrazione e l’altra comunque avrai una pausa per riprenderti, riprendere fiato, mangiare e bere qualcosa che ti dia energia.

Se sei indecisa se andare in ospedale o aspettare, segui il tuo corpo e ciò che ti fa stare più tranquilla. Se ti senti a tuo agio nella tua casa, con il tuo compagno, non hai stress o fastidi dall’esterno, stai a casa perchè è importante che tu sia serena e ti senta al sicuro perchè il travaglio progredisca nella maniera migliore possibile.
Puoi anche provare a fare un bagno caldo o una doccia e vedere dopo come sono le contrazioni.
In ogni caso ricorda che se è il tuo primo bambino, la tua prima gravidanza, è normale un travaglio attivo anche di 10-12 ore. Quindi hai tutto il tempo per andare in ospedale di solito.

L’unico caso in cui devi andare in ospedale subito è se vedi una grossa perdita di sangue oppure perdi liquido amniotico. Negli altri casi, se la tua gravidanza è fisiologica, hai tempo per andare in ospedale con calma e trascorrere un po’ di travaglio nella tranquillità della tua casa. Non c’è fretta!
Anche a casa puoi provare a metterti in diverse posizioni, cambiare posizione aiuta, trova quella in cui senti meno dolore! Puoi provare la posizione carponi, in piedi, accovacciata, ruotando o muovendo il bacino.

Una volta che sentirai le contrazioni del travaglio attivo, le contrazioni “vere” ti accorgerai che sono diverse da quelle avute in precedenza!
Non è detto che tu abbia contrazioni preparatorie, ti auguro di no, in ogni caso è normale e come sempre ogni donna fa il suo travaglio, che non è mai uguale a quello di un’altra donna.

Contrazioni preparatorie o contrazioni “vere”: come riconoscerle.
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